Responsive web design

Dopo il fallimentare paradigma “graceful degradation” per la sua insostenibilità, visito il radicale cambiamento degli ultimi device: più schermi, maggiori risoluzioni, interfacce grafiche differenti,  si è quindi preferito mettere in risalto l’informazione che diviene il fulcro su cui costruire tutta l’infrastruttura del software per la sua divulgazione.

Secondo il paradigma “progressive enhancement” si sarebbe dovuto partire dal basso, dall’informazione per l’appunto per poi rendere il contenuto fruibile su schermi dalla maggiore grandezza e risoluzione (tablet e pc desktop).

Questo approccio culmina con la definizione del Responsive web design, un metodo che si avvale di HTML5, CSS3, Javascript per la realizzazione di layout dinamici e quindi adattabili ad ogni dispositivo, sia questo uno smartphone, un tablet o un pc desktop. Questi layout, a seconda delle media query impostate nei CSS, permettono di definire menu a scomparsa, nascondere elementi strutturali non prioritari e ridefinire font e tabelle, in modo da ottenere dei layout adeguati al contesto del dispositivo.

Poche istruzioni, conoscenze di base e si possono sviluppare delle soluzioni modulari, efficienti e libere: perchè sviluppare le app per diversi sistemi operativi, se una web app si dimostra una soluzione egregia?

Responsive Web Design: il libro

resposiveGianluca Troiani presenta un libro completo e immediato sull’utilizzo dell’HTML Responsive, ovvero capace di creare un layou adattabile al dispositivo utilizzato dall’utente. Secondo questa pratica, l’informazione viene posta al centro dello sviluppo, senza limitazioni: è il dispositivo, in base alla grandezza dello schermo, della risoluzione a dover creare un layout dinamico che non penalizzi l’accessibilità dell’informazione.

Il libro è ben scritto, scorrevole ma la sensazione che si sarebbe potuto realizzare un libro ben più “corposo”, con un maggiore sforzo, ci ha accompagnato dall’inizio alla fine della lettura. Le immagini a colori sono sempre una gradita sorpresa nel panorama dei libri informatici, ma quello su cui Apogeo non avrebbe dovuto lesinare è il numero di pagine: si vede che l’autore ha una conoscenza buona del settore, ma il libro non accenna al tema dell’accessibilità sotto il profilo del supporto alle WCAG (aspetto in parte inerente al Responsive) e al valore semantico introdotto dalla nuova revisione 5 dell’HTML. Bisogna comunque ammettere che l’argomento trattato è vastissimo a seconda del focus scelto: framework, accessibilità, HTML, semantica sono argomenti che si possono collegare al Responsive Web Design, ma il fatto che siano assenti o accennati, non può essere una critica negativa mossa a questo libro. Il libro di Troiani si rivolge, non ai profani assoluti, ma a chi, avendone le basi (HTML, CSS) vuole avere una panoramica, veloce e agile, su un argomento a loro sconosciuto.

Interessanti alcune disquisizioni sul compromesso di Florian, o sui Framework più in voga (è preso in esame soprattutto Pure), e sui problemi, non pienamente risolti legati all’uso delle immagini in contesti responsive.

In definitiva, l’intento dell’autore è raggiunto: la realizzazione di una panoramica veloce, chiara e soprattutto interessante sul tema Responsive per quegli sviluppatori che ne fossero però a digiuno. Ci sarebbe piaciuto che alcuni temi fossero trattati in maniera più esaustiva e completa per chi conosce il tema trattato, perché l’autore, lo ripetiamo, è capace.

Scheda sul sito Apogeo

Indice

Python

Apogeo nella sua linea di tascabili tratta anche l’argomento Python, uno splendido linguaggio interpretato semplice da apprendere nonostante i paradigmi OO e funzionale. E’ simile a Java, ma estendibile facilmente con estensioni sviluppate con altri linguaggi più performanti.

Marco Beri ci offre, ad un prezzo decisamente contenuto, una panoramica di questo linguaggio partendo dalle basi sino allo sviluppo di un vero e proprio progetto. Il tono con cui vengono affrontati gli argomenti è sempre molto amichevole: i primi capitoli sono molto scorrevoli per un neofita in cui viene presentato il linguaggio, si spiega come installarlo e compiere i primi passi (immancabile “Hello World!”); ma dopo la spiegazione dei diversi Tipi di dati, l’autore sembra pretendere un po’ troppo da se stesso. Alcuni concetti sono appena accennati e spesso lasciano dubbi, piuttosto che certezze. E’ vero che l’informatica è rivolta a chi è curioso di apprendere utilizzando anche altre fonti, ma in questo caso, l’utilizzo del testo di Marco Beri viene meno, in quanto anche un utente smaliziato, non si troverà mai a proprio agio con la trattazione degli argomenti poco rigorosa e trattata come se l’autore fosse “di corsa”. Troppo il desiderio di illustrare le potenzialità del linguaggio, che il lettore si trova, suo malgrado, incanalato nell’angusto corridoio narrativo del Berri, da cui è pericoloso allontanarsi. Arrivare sino allo sviluppo dell’applicativo “Full House” è un vero incubo di cose non dette, e di fiducie concesse. Forse sarebbe stato il caso di essere meno pretenziosi e realizzare un libretto (di questo in fondo si tratta) più rigoroso e rassicurante per il lettore che si chiede: “e se facessi…”.

Probabilmente con un numero maggiore di pagine o, meglio, uno sviluppo su più volumi, l’autore si sarebbe potuto esprimere con maggiore disinvoltura. Allo stato attuale, nonostante il basso prezzo, ne sconsiglio l’acquisto: potrebbe farvi passare il desiderio di avvicinarvi a Python.

Consiglio la documentazione gratuita sul sito italiano dedicato a Python