Sviluppare videogiochi con $15

Humble Bundle continua con le sue raccolte scontate dedicate al nostro passatempo ludico. Il bundle di questi giorni è dedicato allo sviluppo con il framework Clickteam Fusion 2.5 un software da diverse centinaia di euro (disponibile anche per Mac) che con questa offerta è possibile portarsi a casa con appena 15 dollari (al cambio 13,81 euro). Per chi vuole dedicarsi nella creazione di un gioco, questa offerta rappresenta una bella occasione.

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Un gioco di carte folle

Gli inglesi definiscono una cosa che dà dipendenza come addictive: Hearthstone lo è. Lo si potrebbe definire come un semplice gioco di carte, ma rappresenta una evoluzione-involuzione rispetto a Magic the Gathering a cui palesemente si ispira.

Blizzard ha reso la formula più amichevole e semplice: aspetto che darà fastidio ai puristi, ma ha tanti meriti da riconoscergli.

Il gioco è gratuito. Ha una comunità online. Ha una ricca comunità online!

Provate a giocarci, e la vostra vita sociale, sempre che ne abbiate una, verrà completamente ridimensionata. Peccato che sia disponibile solo per Windows e Ipad (con cui gioco). Se fosse stato disponibile anche per Linux, probabilmente avrei confuso il giorno con la notte.

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Videogiochi freak per tutti

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Grazie ai tool di sviluppo alla portata di tutti e spesso gratuiti e ad una diffusa alfabetizzazione informatica, è sempre più facile creare un “gioco indie”: ne siamo sommersi, alcuni sono delle vere e proprie perle di divertimento (vero divertimento), altri sono semplicemente degli esperimenti più o meno riusciti caduti con il tempo nell’ombra.

The Pirate Bay Bundle è una raccolta di 101 giochi gratuiti, scaricabili in formato torrent e, aspetto non trascurabile, tutti gratuiti. Lo scopo? Semplice, acquisire visibilità, che nell’oceano della Rete non è mai un aspetto scontato. Un buon modo per trascorrere qualche momento spensierato, gratuitamente, e senza alcun impegno

Rogue Legacy

Il mondo dei titoli indie è in fermento. Il motivo del loro successo? tornare indietro nel tempo, in cui la giocabilità, i concept semplici e immediati, avevano la meglio sulla grafica, ma fine a se stessa. Ormai vagare in città tutte identiche, vuoi che sia l’ultimo Battlezone, Call of Duty, non sorprende, così come non soprende annoiarsi, ritrovarsi con la solita insulso polettone rimaneggiato.

Rogue Legacy è una sorta di castlevania, con mostri variopinti, pattern di attacco differenti e molti trabocchetti. Ci si sorprende a morire dopo una manciata di secondi. Lo sbigottimento non ci abbandona dopo la seconda, terza, decima partita: si muore con una tremenda facilità. Siamo noi ad aver perso dimistichezza con le dinamiche 2D o il gioco è settato per maniaci dai riflessi felini? Niente di tutto questo: partita dopo partita, il giocatore accumula denaro da spendere per migliorare la corazza, i colpi critici e soprattutto abilitare nuove classe come quella del mago, del barbaro, ecc, ecc, che concederanno maggiore respiro senza mai abbassare la sfida. Perché Rogue Legacy è difficile quanto intrigante: ogni partita è differenza sia nella dislocazione delle stanze del castello che nelle abilità degli eroi, o sarebbe meglio dire i discendenti. Tra questi avremo paladini baldanzosi, così come vecchietti miopi (con tanto di effetto sfocatura sullo schermo). Un gioco ricco di sorprese, capace di invogliare a fare ancora quell’ultima partita.

Beyond le due anime

Cage è Cage. Può dare fastidio, lo si può amare, ma non lascia indifferenti. Tutte le opere hanno il diritto di esistere, anche solo per esaminarle, copiarle o prenderne le distanze. Heavy Rain è un titolo avvolgente, dotato di una carismatica personalità anche per via di una colonna sonora d’eccezione. E’ un film interattivo, è limitato, ma anche se con lunghe pause (dovute ad un ritmo lento) l’ho completato e mi è rimasto nel cuore. Continuo a credere che i giochi “non giocabili” siano quelli che esternino le nostre emozioni e più si avvicinino ad una vera esperienza cinematografica (sarà anche perchè non durano molto di più?).

Beyond è deludente per la trama scopiazzata da decine di b-movie, per scelte che portano a bivi prevedibili e a continui flashback che confondono, irritano il giocatore invece di conferire una personalità alla protagonista. I combattimenti, ora rallentati sono gradevoli, ma il giocatore deve barcamenarsi con la ricerca degli spot blu con cui interagire: ben poco coinvolgente, cinematografico, hype.

Un titolo che segna un passo indietro rispetto ad Heavy Rain. Non sono d’accordo con i voti alti che i recensori sbronzi e in astinenza di sesso gli conferiscono senza batter ciglio. La critica si fa criticando e Beyond pone la guancia a sonori schiaffoni.